Made in Japan 2012

La band astigiana è reduce dal suo primo concerto all'estero dopo circa quarant'anni dalla sua fondazione. Infatti, il 29 aprile 2012 è salita sul palco di Club Città di Tokyo in occasione della seconda edizione del Italian Progressive Festival, suonando davanti ad un pubblico entusiasta in un teatro gremito all'inverosimile. Per la cronaca, la prima edizione del festival si era svolta lo scorso mese di novembre con la partecipazione di PFM, Arti&Mestieri, Osanna, Goblin, The Trip e Il Balletto di Bronzo.

Nel cast della seconda edizione del festival, che si articolava nei giorni 27, 28, 29 aprile, oltre alla Locanda, figuravano anche I Pooh, Le Orme e i New Trolls UT. Mentre i Pooh si sono esibiti tutte  e tre le sere in qualità di  headliner, gli altri gruppi si sono avvicendati nelle tre sere per l' apertura. Così, alla Locanda è toccato di chiudere la manifestazione il 29 aprile, data già sold out da diversi mesi nonostante il relativamente alto costo del biglietto (14.800 yen, pari a circa 140 €). Tutto l'evento è stato realizzato tramite l'agenzia milanese DI & DI (che fa a capo a Iaia de Capitani ed al marito Franz di Cioccio, noto batterista della PFM).

Club Città è un po' considerato il tempio della musica della capitale giapponese: l'edificio, una specie di hangarin grado di ospitare un migliaio di posti a sedere, è equipaggiato con quanto di meglio in termini di attrezzature  sonore e impianti di illuminazione.

Si rammenta che nella band astigiana militano i fondatori Oscar Mazzoglio alle tastiere, Giorgio Gardino alla batteria, Luciano Boero al basso e Leonardo Sasso alla voce, a cui si sono aggiunti nella reunion del 2010 Maurizio Muha al pianoforte e tastiere e Max Brignolo alla chitarra.

Il mercato giapponese è sicuramente il più recettivo per la musica prog in generale ed in particolare per quella italiana: di "Forse le lucciole non si amano più", il primo album della Locanda pubblicato nel '77, sono state vendute oltre 100.000 copie e molte classifiche del paese del sol levante lo pongono al primo posto in termini di consensi.

Per la band piemontese il concerto di Tokyo è stata un'ulteriore occasione per promozionare  il loro ultimo album "The missing fireflies", uscito  lo scorso mese di marzo.

Il concerto si è protratto per 70', secondo la seguente scaletta:

- A volte un istante di quiete

- Forse le lucciole non si amano più

- Profumo di colla bianca

- Sogno di Estunno

- Non chiudere a chiave le stelle

- Cercando un nuovo confine

- Crescendo

- Sequenza circolare/ La giostra

- Vendesi saggezza.

Il pubblico, entusiasta, nel finale ha omaggiato la Locanda con una lunga standing ovation.


Locanda delle Fate, 29 aprile 2012, Club Citta Kawasaki, Giappone

Una recensione di 'Melonia'

Sono stato al Club Citta Kawasaki il 29 aprile, il terzo giorno dell’ Italian Progressive Rock Festival, in occasione del concerto in Giappone della Locanda  delle Fate.

Mi ero ripromesso che DOVEVO andarci a questo concerto, qualunque cosa mi fosse accaduta, anche a costo di trascinarmi sulle ginocchia, talmente preziosa è questa band  per me.

Ho passato  trent'anni in compagnia della copertina dell'album della Locanda delle Fate, con quel bel disegno della fata disperata piangente su una bellissima spiaggia blu notte. Ho ascoltato quelle melodie e quella musica per anni.

Così ho deciso di portare la copertina dell'album al concerto. Ero il ragazzo entusiasta che stava all'estremità destra, agitando di continuo  la copertina dell'album.

La prestazione della Locanda delle Fate è stata fantastica! La voce Leonardo Sasso era esattamente quella del  1977. Era questo che volevo! Senza la voce di Leonardo, il sound della Locanda delle Fate non sarebbe più stato lo stesso, per quanto perfetta la  performance fosse stata.

In realtà ero preoccupato che il grande Leonardo non fosse  in grado di venire in Giappone a causa di qualche problema alle gambe, tipo una frattura o qualcosa del genere. Avevo in mente la cancellazione del tour giapponese del Banco qualche anno fa, per l’appunto  a causa di problemi alle gambe di Francesco .

Tuttavia, a parte la mia preoccupazione, è stato  Alberto Radius che questa volta non è potuto venire a causa di un  intervento chirurgico di bypass cardiaco. Da fan, dovremmo tutti tener conto della sua età, e non chiedere troppo.

Ora, Locanda delle Fate è sul palco: io sono  ormai profondamente rapito dal brano di apertura  'A Volte un istante di quiete”. La melodia a me  familiare mi  scatena un’  intensa emozione. Quando Leonardo appare sul palco per il secondo brano, quasi perdo  i sensi . Scoppio in lacrime. Leonardo si inchina profondamente con le mani giunte, come a pregare per le anime delle vittime  del grande terremoto e dello tsunami. Inizia a cantare…

Oh, la melodia é profonda e piena di emozioni. La superba voce di Leonardo con il passare del tempo si è arricchita e fatta più matura.  Illusione e fantastica bellezza permeano il teatro. Come recita  il titolo del brano “Forse le lucciole non si amano più”, una favola triste ma bella è cominciata…

La band è composta da sei membri. I tastieristi sono sempre due come  nei ’70, ma adesso c’è un solo chitarrista. Nessun flautista:  é una tastiera che esegue  la parte del flauto. Il batterista ha una fascia in testa con il sole nascente e dei caratteri giapponesi. Si direbbe che a loro il Giappone piaccia.

La band suona i brani del loro primo album con piccoli cambiamenti nella sequenza. A metà concerto inseriscono anche “Crescendo” e “Vendesi Saggezza” (ma si tratta in realtà di “Crescendo” e  “La giostra” n.d.t.) così da presentare al pubblico l’intero loro repertorio.

La musica della Locanda delle Fate è caratterizzata da frequenti cambi di ritmo e da strutture armoniche piuttosto complicate; a volte in un brano  il ritmo cambia più di dieci volte.  Mi immagino il loro rigore in sala prove al fine di riprodurre il tutto perfettamente dal vivo. La Locanda delle Fate è PERFETTA. La loro musica è unica, alternando a momenti di dolcezza delle parti molto movimentate, sempre provocando nuove emozioni. Direi che questi estetismi strutturali sono un po’ la sintesi del rock progressive. La Locanda delle Fate esegue al completo il suo primo album per il pubblico giapponese, al di là del loro amore per il Giappone, proprio come speravo.

“Forse le lucciole non si amano più” ha venduto 100.000 copie solo in Giappone. Masashi Kitamura, autore delle note di copertina nel comunicato rilasciato dalla Polydor  a metà degli anni ’80, scriveva: "credo che tra il popolo giapponese che segue il prog, solo un numero molto ristretto di fan sapesse dell’esistenza della  Locanda delle Fate, o avesse mai sentito la loro musica. Anzi, è corretto dire che erano praticamente degli sconosciuti. La Locanda delle Fate era poco presente in Giappone e nel resto del mondo, a parte l’ Italia loro terra natale. Solo poche persone conoscevano il loro nome e la scoperta del  loro valore fu un passaparola fra i fan. Devo dire che sono stati presenti sulla scena del prog rock come rappresentanti di una “band delle illusioni”, che ho trovato abbastanza sfortunato...".

Io posso dire da parte mia che sulla scena rock prog giapponese  i loro fans contribuirono non poco a diffondere la fama della Locanda delle Fate, fino a farne una leggenda. Senza prescindere, ovviamente, dal loro eterno  valore artistico.

Così, stasera il miracolo si è avverato. L’intero album pubblicato nel 1977, stava quasi per essere dimenticato nella scena musicale. L'album è uscito in questo paese in Estremo Oriente nel 1980, e da allora sono passati trent’anni.

Avevo una debole speranza che la formazione originale potesse un giorno venire in Giappone a suonare il prestigioso rock sinfonico di “Forse le lucciole non si amano più. Non ci speravo, neanche al precedente Festival rock progressivo italiano in Giappone nel 2010 . Ma ora, in primavera,  il fragile sogno si è tramutato in  una realtà, proprio di fronte a me.

Sono  felice di aver visto molti giovani prog fans giapponesi al concerto. Loro sono consapevoli della grande musica della Locanda delle Fate, ed hanno gremito la sala. Vorrei raccomandare caldamente questa band  alle giovani generazioni.  Vorrei che imparassero a conoscere la più bella musica mai esistita in Italia, adesso suonata in Giappone.  Vorrei che trasmettessero  questo messaggio alla generazione successiva. Sono  convinto che il concerto dal vivo di stasera sarà un'altra leggenda in Giappone.

Sono molto felice di essere vissuto fino a questa età, in modo da aver  potuto partecipare a questo concerto stasera.

Alla Locanda delle Fate va il mio grazie sincero.

Melonia

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