Oscar Mazzoglio

Tastiere

Oscar ha 5 anni; é a spasso con suo padre quando in una vetrina vede una fisarmonica. Subito si innamora di quell'oggetto così strano, senza sapere bene a che a cosa serva e come lo si usi. In casa, ci ritorna continuamente su, fin quando alla fine, per accontentarlo, suo padre una sera arriva a casa con l'agognato "giocattolo". Così intraprende, da audodidatta, la sua carriera di musicista. A 15 anni si compra una tastiera e si unisce al gruppo de "I Gattopardi", dove già milita come batterista il suo futuro, inseparabile compagno Giorgio Gardino. Ma ben presto, sulla scia dei Beatles e degli altri gruppi  che vanno allora per la maggiore, che presentano in formazione la doppia chitarra a scapito della tastiera, si sente dire dai compagni: "a noi serve un chitarrista: devi cambiare strumento!". Così, Oscar compra una chitarra eletttrica Framus e, sempre da autodidatta, si addentra nel mondo delle sei corde. Poi, nuovamente alle tastiere, fa parte, sempre con Giorgio de"Gli Stregatti", "I Nordici", "Le Cattive Notizie" e poi, con Piero Cotto , dei "Sound & Music". Con questo gruppo fanno una tournee estiva suonando tutte le sere per 4 mesi. A Riccione suonano, tra gli altri, con Jonny Halliday, Peppino di Capri e soprattutto con Wess & Airedales dai quali imparano il vero spirito del Rhythm & Blues. Finita la tournée lasciano Piero Cotto e trasformano il gruppo in una blues band di 9 elementi con 4 fiati, dove Oscar ritorna a suonare la chitarra (questa volta una splendida Rickenbacker nera), a seguito dell'ingresso nel gruppo del tastierista Mario Dezani. Risale a questo periodo il suo incontro con l'altro locandiere Luciano Boero. Nel 1971 i Sound & Music si sciolgono e dalle loro ceneri nasce "La Locanda delle Fate", dove Oscar, nuovamente, passa alle tastiere. Ipotecando gli introiti di un anno di serate, la Locanda acquista un Hammond B3 (lo stesso utilizzato da Jimmy Smith pochi giorni prima in concerto a Torino), di cui Oscar diventa  ben presto un virtuoso. Dopo lo scioglimento del gruppo, nel 1978 Oscar crea un centro in cui si dedica ad attività di musicoterapia utilizzando prevalentemente i generi etnico e da meditazione e, in qualità di dipendente del comune di Asti, si occupa delle  luci e delle scenografie del Teatro Alfieri. Partecipa poi con i vecchi compagni alla realizzazione di "Homo Homini Lupus"  e, a seguito della "reunion" del 2010, ritorna nuovamente sul palco dietro al suo "mondo" di tastiere.

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