Maurizio Muha

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Il MiniMoog

I Minimoog non sono tutti uguali.

Almeno… tutto  dipende dalla  scheda VCO interna per  i meno  esperti  gli  “oscillatori”:  il  cuore del  suono Moog assieme  al  suo  filtro 24 dB/ ottava.

Robert Moog  ne  progettò inizialmente una “meravigliosamente  graffiante” che rimase installata fino  ai numeri 10-11000 di serie (i  Minimoog arrivarono circa al numero 12000 ad inizio anni ‘80).

Era  il  1998 ed  ero  disperatamente alla  ricerca  del  mio  primo Minimoog;  lo  cercavo in  Germania ed Inghilterra da  mesi  senza  risultati  di  rilievo (eBay non  esisteva  ancora).  Ad  un  certo punto leggo,  non  so  dove,  un  annuncio  cartaceo  di  un  tipo  che  ne  vendeva  uno  a  Torino …praticamente  vicino  a  me!

Telefono  e  combino  un  incontro  con  un  ragazzo  torinese  che  mi  conferma:  lo  vuole  vendere. Nel  giro  di  poche  ore parto  e  vado  in  via  Nizza   a  casa  di  costui.
Una  stanza  piena  di  synth ma  lui  mi  dice, da  fanatico  di  J. M. Jarre, che  il  suono  del  Mini non  gli è  mi  andato  a genio e che con  il  ricavato  della  vendita  vorrebbe  prendersi  un  Elka Syntex  grande  polifonico  analogico  italiano  del  calibro  di  Memorymoog  e  Jupiter  8.

Detto  fatto  concludiamo  il  passaggio e  lo  vedo:  è  bellissimo, molto  ben  tenuto anche  nel  legno e  con  un suono  caldissimo  e  graffiante! Mi  dice  che  è  uno  dei  primi  arrivati  in  Europa, sicuramente  in  Italia e pare  appartenuto  a  Federico  Monti  Arduini ex  “Guardiano  del  Faro“ nonché  direttore della  Editoriale Ricordi in quegli  anni. Concordiamo  la  cifra (poco più  di  due  milioni  di  vecchie  lire) e  senza  custodia (non  la  aveva) me  lo  porto  a  casa  avvolto  in  un canovaccio!
Con  gli anni  scoprirò  di  avere  tra  le  mani  uno  dei  primi  Minimoog  (serie E.1378 del 1971-72 dove “E” sta  per  mercato  europeo quindi  il  378 esimo) internamente  ancora  marchiati  muSonics  riconoscibili  per  le  wheel  in  plexiglas  e  non bianche  lisce come nei  successivi  o  bianche  zigrinate come  nella  maggior  parte dei  modelli.

Negli anni non  è  MAI  stato  modificato  nelle  sue  parti  per  evitare di  perdere  la  magia di  una  vera  macchina  vintage.
Ho eccezionalmente  collocato  dei  led  blu  sotto  le  whell per  avere  un  effetto  luminoso  simile  al  nuovo Voyager che  però  non  modificano nulla e  sono  rimovibili  in  5  minuti.

Ovviamente  al  primo  concerto  reunion della  Locanda,  ad  Asti Musica 2010 era  sul  palco  nel  mio  setup.

Unico  scotto  da  pagare  per  averlo  sul  palco il  controllo dell’accordatura , che  va  fatto per  sicurezza  ad  ogni  inizio brano in  cuffia, ma  per  contro  sai  di avere  QUEL  SUONO inconfondibile ed  unico!

Una  cosa  è  certa:  NON  ME  NE  SEPARERO’ MAI !

Maurizio Muha: pianoforte e Minimoog

Compositore, tastierista, pianista, session-man per artisti internazionali e nazionali (Gilberto Gil, Bernardo Lanzetti ed altri). Ha studiato nella sua città (Torino) Pianoforte Principale con il M° Roberto Musto, Composizione e direzione con i M° Silvana Di Lotti, Mario Lamberto ed Alberto Peyretti e Musica Elettronica diplomandosi poi in Composizione al “G. Verdi“ di Torino nel 1988 e a Siena Jazz (arrangiamento e composizione per big-band con Giancarlo Gazzani e piano Jazz con Mario Rusca) nel 1990. Dalla seconda metà degli anni ’70 ad oggi ha avuto all’attivo concerti con svariate formazioni dal progressive, al jazz, alla musica classica, elettronica e contemporanea. Collezionista ed esperto di tastiere e sintetizzatori “vintage” e relativa programmazione, nonchè di trattamento dell’audio digitale e programmazione MIDI. Ha scritto e scrive musica per svariati generi dalla pubblicità, al rock progressive, alla musica da commento. In ambito “progressive” dal 2008 è il tastierista degli  “AREA PROTETTA” di Casale (tribute-band della Premiata Forneria Marconi) e dall’aprile 2010 è il pianista-tastierista della Locanda delle Fate.

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